OLTRE IL VISIBILE
Private Painting Experience
Un incontro individuale in atelier per attraversare osservazione, destrutturazione, gesto, materia e colore, fino a riconoscere un linguaggio personale.
Esperienze di pittura
Esperienze individuali e di gruppo nate da oltre trent’anni di ricerca sul rapporto tra percezione, gesto, materia e immaginazione.
Attraverso il metodo della Destrutturazione del Reale, la pittura diventa uno spazio nel quale sospendere gli automatismi, esplorare il proprio linguaggio e lasciare emergere nuove possibilità creative.
Dall’esperienza individuale alla creazione collettiva, dal gesto alla materia, fino al dialogo tra pittura e musica.
Scegli il tuo percorso
Un incontro individuale in atelier per attraversare osservazione, destrutturazione, gesto, materia e colore, fino a riconoscere un linguaggio personale.
Un’esperienza condivisa per liberare il segno dagli automatismi, sperimentare linea, ritmo, forma e colore e riscoprire la qualità del proprio gesto.
Un percorso più approfondito: dalla perdita dei riferimenti abituali alla materia, dalla composizione alla trasformazione, fino alla nascita di un’opera personale.
Weekend 10 ore · €300 / persona
SCOPRI LO STAGE
La Destrutturazione del Reale incontra il bansuri di Fabrice De Graef. Il suono entra nel processo pittorico e modifica ritmo, percezione, respiro e qualità del gesto.
Aziende · gruppi · organizzazioni
Il percorso parte dall’esplorazione del proprio linguaggio grafico, cromatico, intuitivo e creativo e si apre progressivamente al lavoro collettivo.
Ogni partecipante realizza un lavoro personale; successivamente il gruppo costruisce una grande opera collettiva. Il confronto tra le due dimensioni rende visibili differenze, trasformazioni e traguardi raggiunti nel passaggio dall’individuale al condiviso.
La versione interamente pittorica: dal lavoro personale all’incontro con il gesto dell’altro, fino alla costruzione di una superficie comune.
Progetto minimo €750
SCOPRI TRACCE CONDIVISE
Alla dimensione pittorica si aggiunge la musica dal vivo di Fabrice De Graef. Il suono diventa spazio comune di ascolto e parte attiva del passaggio dall’individuo al gruppo.
Progetto minimo €1.000
SCOPRI RISONANZA CONDIVISA
Un percorso ludico nel quale il bambino viene accompagnato a osservare, sperimentare e trovare un proprio modo di utilizzare linea, forma, gesto, materia e colore.
Non si parte da un modello da copiare: si lascia spazio alla curiosità e alla possibilità che qualcosa di inatteso possa emergere.
Percorso 5 incontri · €135
SCOPRI L’ATELIER DEI BAMBININon una scuola di pittura, ma differenti modi di entrare nel processo creativo.
“Dal vedere al sentire, dalla rappresentazione alla creazione.”

Private Painting Experience
Un incontro individuale con la pittura, oltre la rappresentazione.
Oltre il Visibile è un’esperienza privata di tre ore all’interno dell’atelier di Annamaria Papalini a Pitigliano.
Non è una tradizionale lezione di pittura e non richiede alcuna preparazione artistica.
È un percorso individuale che accompagna la persona a osservare la realtà in modo diverso, abbandonando progressivamente l’esigenza di riprodurre ciò che vede per entrare in una dimensione più personale del gesto, del segno, della materia e del colore.
L’esperienza nasce da oltre trent’anni di ricerca pittorica di Annamaria Papalini, dal suo Percorso dell’Immaginabile e dal metodo della Destrutturazione del Reale: un processo attraverso il quale immagini, riferimenti e convenzioni visive vengono progressivamente messi in discussione per riattivare la capacità immaginativa e lasciare emergere un linguaggio espressivo personale.
Il punto di partenza è la realtà. Ma invece di utilizzarla come modello da riprodurre, la si osserva, la si attraversa e progressivamente la si destruttura.
Quando ciò che vediamo smette di essere immediatamente riconoscibile, si apre uno spazio nuovo. Il segno non deve più descrivere qualcosa. Il gesto può acquistare ritmo. La forma può trasformarsi. La materia può suggerire direzioni inattese.
Il percorso conduce così dal vedere al sentire e dalla rappresentazione alla creazione.
Non si cerca un “bel quadro”. Si cerca qualcosa di più personale: riconoscere il proprio gesto.
L’esperienza inizia dall’osservazione e da semplici esercizi sul segno. La persona viene accompagnata a mettere progressivamente da parte immagini precostituite, forme riconoscibili e automatismi visivi.
Non ci si domanda più “come posso disegnare questa cosa?”, ma cosa rimane quando il riferimento abituale comincia a dissolversi.
Una volta attenuato il controllo della rappresentazione, il gesto acquista maggiore libertà. Linea, ritmo, movimento, forma e colore diventano strumenti attraverso i quali far emergere qualcosa che non era stato progettato in anticipo.
Annamaria accompagna il processo senza imporre uno stile o un risultato.
Superfici preparate, pigmenti, stratificazioni e differenti consistenze permettono di sperimentare la pittura non soltanto come immagine, ma come materia da attraversare e trasformare.
Gesto, colore e materia cominciano a dialogare e ciò che inizialmente era esercizio può progressivamente assumere la forma di un’opera.
L’ultima fase non consiste nel giudicare il risultato come “giusto” o “sbagliato”. Ci si ferma invece davanti al lavoro e lo si osserva: quali forme sono emerse, quali gesti si sono ripetuti, dove si è verificato qualcosa di inatteso.
Il lavoro diventa una traccia del percorso compiuto e un punto di partenza per nuove possibilità creative.
Ogni incontro è differente. Annamaria accompagna personalmente il partecipante durante tutto il processo, alternando esperienza pratica, osservazione e confronto.
La pittura diventa in questo modo non soltanto un’attività manuale, ma uno spazio nel quale sperimentare percezione, immaginazione e libertà creativa.
L’esperienza è aperta sia a chi non ha mai dipinto, sia a chi possiede già una pratica artistica.
Per chi si avvicina alla pittura per la prima volta, permette di farlo senza il timore di non conoscere tecniche o regole. Per chi già dipinge, può diventare invece un’occasione per interrompere automatismi, mettere in discussione abitudini visive e aprire nuove possibilità espressive.
Non è necessario saper dipingere. È necessario soltanto essere disponibili a guardare in un modo nuovo.
L’esperienza si svolge esclusivamente su appuntamento. La data viene concordata direttamente con l’artista in base alla disponibilità dell’atelier.
RICHIEDI DISPONIBILITÀ“Non imparare a riprodurre ciò che vedi.
Scopri ciò che può nascere quando smetti di riconoscerlo.”
Workshop in piccolo gruppo
Il Gesto è un workshop di pittura in piccolo gruppo basato sul metodo della Destrutturazione del Reale di Annamaria Papalini.
Non è necessario saper disegnare o avere esperienza artistica.
Il punto di partenza non è la tecnica, ma la possibilità di osservare, sperimentare e lasciare che linea, forma, ritmo, materia e colore emergano progressivamente senza l’obbligo di rappresentare qualcosa.
Durante il workshop il partecipante viene accompagnato a mettere temporaneamente da parte immagini precostituite e automatismi visivi.
Attraverso esercizi guidati si lavora sul segno, sul movimento della mano, sulla relazione tra corpo e superficie e sulla trasformazione della forma.
L’obiettivo non è realizzare tutti lo stesso lavoro. Al contrario, il gruppo condivide lo stesso percorso, ma ciascuno sviluppa un segno differente e personale.
Riconoscere quanto ciò che già conosciamo condiziona il nostro modo di vedere.
Scomporre forme e riferimenti per allontanarsi progressivamente dalla rappresentazione.
Sperimentare gesto, linea, ritmo e colore senza progettare anticipatamente il risultato.
Accogliere ciò che nasce sulla superficie e utilizzarlo come punto di partenza per nuove possibilità.
Confrontarsi sui lavori senza giudizio, riconoscendo differenze, ricorrenze e qualità personali del gesto.
Il gruppo crea energia, confronto e possibilità di osservare modi differenti di affrontare lo stesso esercizio.
Annamaria segue personalmente i partecipanti durante il lavoro, intervenendo quando necessario e lasciando al tempo stesso spazio alla ricerca individuale.
Il workshop è aperto sia a principianti sia a persone che già dipingono.
Il workshop può essere organizzato su date programmate oppure su richiesta per gruppi già formati.
PRENOTA UN ESPERIENZA/ RICHIEDI UNA DATA“Lo stesso esercizio. Otto persone. Otto gesti diversi.”
Stage intensivo di pittura
Dal Gesto all’Opera è uno stage intensivo dedicato a chi desidera entrare più profondamente nel processo creativo attraverso il metodo della Destrutturazione del Reale.
Il percorso parte dall’osservazione e dalla progressiva perdita dei riferimenti abituali, attraversa gesto, forma, materia e colore e conduce verso la composizione, la trasformazione e la costruzione di un’opera personale.
Non è necessario avere esperienza pittorica. Lo stage è aperto sia a chi si avvicina alla pittura per la prima volta, sia a chi già dipinge e desidera interrompere automatismi, uscire da uno stile consolidato o aprire nuove possibilità espressive.
All’inizio si lavora sulla percezione e sul segno, cercando di allontanarsi progressivamente dalla necessità di rappresentare.
Successivamente entrano in gioco materia, pigmento, colore, stratificazione e superficie.
Lo stage introduce poi un passaggio fondamentale: la composizione.
Si impara a osservare ciò che sta emergendo, riconoscere quando sviluppare un segno, quando sottrarre, quando intervenire e quando lasciare spazio.
L’opera finale non viene progettata in anticipo. Nasce dal processo.
Riconoscere ciò che condiziona abitualmente il nostro modo di vedere.
Scomporre forme e riferimenti per allontanarsi dalla rappresentazione.
Lasciare emergere linea, ritmo e movimento senza progettare il risultato.
Sperimentare pigmenti, colore, superficie e stratificazioni.
Riconoscere ciò che emerge e iniziare a svilupparlo.
Mettere in relazione pieni, vuoti, ritmo, forma e colore.
Intervenire, sottrarre, aggiungere e modificare.
Osservare il lavoro nel suo insieme e riconoscere quando il processo ha trovato una propria forma.
Lo stage si svolge in piccolo gruppo per permettere ad Annamaria di seguire ogni partecipante individualmente.
Non tutti realizzano lo stesso lavoro e non esiste un modello da copiare.
Ogni persona attraversa lo stesso metodo, ma costruisce un percorso e un’opera differenti.
Lo stage viene organizzato su date programmate o su richiesta per gruppi già formati.
PRENOTA / RICHIEDI UNA DATA“L’opera non è il punto di partenza.
È ciò che rimane quando il processo ha trovato la propria forma.”
Pittura e musica dal vivo
Sonic Paint Experience è un’esperienza immersiva nella quale pittura e musica dal vivo entrano nello stesso processo creativo.
Annamaria Papalini accompagna i partecipanti attraverso il metodo della Destrutturazione del Reale, mentre il suono del bansuri di Fabrice De Graef modifica progressivamente ritmo, percezione, respirazione e qualità del gesto.
La musica non è un semplice accompagnamento. Diventa materia creativa.
Il partecipante non viene invitato a “dipingere la musica” o a rappresentare ciò che ascolta.
Il lavoro consiste piuttosto nel lasciare che il suono interferisca con il controllo razionale dell’immagine e apra nuove possibilità nel movimento della mano, nella linea, nel colore e nella relazione con la superficie.
Il bansuri, attraverso respiro, variazioni timbriche e movimento melodico, crea uno spazio di ascolto nel quale il gesto pittorico può progressivamente liberarsi dagli automatismi.
Un cambiamento di ritmo può modificare il segno. Una variazione d’intensità può trasformare pressione, materia o colore. Momenti più rarefatti possono generare sospensione e spazio.
Pittura e musica iniziano così a influenzarsi reciprocamente.
Un primo momento per rallentare l’osservazione e spostare l’attenzione dal risultato al processo.
Attraverso semplici esercizi, Annamaria accompagna i partecipanti ad allontanarsi da forme riconoscibili e immagini precostituite.
Entra la musica dal vivo. Linea, movimento, ritmo e colore possono reagire liberamente a ciò che viene ascoltato.
Pittura e musica iniziano a influenzarsi reciprocamente. Non esiste un modello comune: ogni partecipante sviluppa una propria risposta.
Materia, colore, superficie e stratificazione permettono di sviluppare ciò che è emerso spontaneamente.
Alla fine il suono si interrompe e si osservano i lavori, non per giudicarli, ma per riconoscere ciò che è accaduto durante l’esperienza.
Annamaria Papalini accompagna il processo pittorico e la relazione con gesto, materia, superficie e colore.
Fabrice De Graef costruisce lo spazio sonoro attraverso il bansuri e la musica dal vivo.
I due linguaggi rimangono autonomi, ma durante l’esperienza entrano in relazione. Il suono può reagire all’atmosfera, al ritmo del gruppo e a ciò che progressivamente emerge nel lavoro.
Per questo ogni Sonic Paint Experience è diversa: cambiano le persone, cambiano i gesti e cambia anche la musica.
Non è necessario saper dipingere né possedere conoscenze musicali.
L’esperienza è pensata per piccoli gruppi ed è adatta anche a retreat, strutture ricettive, centri dedicati al benessere, eventi culturali e gruppi privati.
La data, il numero di partecipanti e la location vengono concordati direttamente con gli artisti.
RICHIEDI UNA SONIC PAINT EXPERIENCE“Non dipingere ciò che ascolti.
Lascia che il suono trasformi il tuo gesto.”
Art Team Building Experience
Un percorso creativo rivolto ad aziende, gruppi di lavoro e organizzazioni che desiderano esplorare la relazione tra individuo e gruppo attraverso il linguaggio dell’arte.
Attraverso il metodo della Destrutturazione del Reale, ogni partecipante viene accompagnato ad aprirsi a un linguaggio grafico, cromatico, intuitivo e creativo.
Prima l’individuo. Poi il gruppo.
Ogni partecipante inizia lavorando su una propria superficie. Segno, colore, ritmo, gesto, materia e intuizione diventano strumenti per esplorare la propria sfera personale.
Non viene chiesto di saper dipingere né di produrre un risultato esteticamente “corretto”. Le differenze tra i partecipanti non vengono eliminate: diventano parte dell’esperienza.
Al termine di questa fase ogni persona conserva un lavoro individuale, traccia visibile del proprio percorso.
Successivamente il lavoro si apre alla dimensione collettiva. I partecipanti portano ciò che hanno scoperto individualmente all’interno di una superficie comune.
Il proprio gesto incontra quello dell’altro. Una forma può essere modificata, un colore accolto o trasformato, uno spazio lasciato libero può diventare parte della composizione.
Il processo creativo diventa un esercizio concreto di ascolto, relazione, adattamento e responsabilità all’interno del gruppo.
L’opera non viene progettata in anticipo. Nasce dalle decisioni, dagli incontri e dalle trasformazioni del gruppo.
Entrare in contatto con il proprio modo di osservare e reagire.
Aprirsi a segno, colore, gesto, ritmo e materia senza modelli prestabiliti.
Osservare ciò che emerge nel proprio lavoro e riconoscere caratteristiche personali.
Portare il proprio linguaggio dentro uno spazio condiviso.
Accogliere l’imprevisto, lasciare spazio, intervenire e modificare.
Far emergere un’opera collettiva nella quale individualità diverse entrano in relazione.
Al termine dell’esperienza ogni partecipante avrà un lavoro personale, mentre il gruppo conserverà una grande opera collettiva.
Il confronto finale permette di osservare differenze, continuità, cambiamenti e traguardi raggiunti nel passaggio dall’individuale al condiviso.
L’opera collettiva può rimanere negli spazi dell’azienda o dell’organizzazione come memoria visibile dell’esperienza e del contributo di ogni partecipante.
Il progetto viene adattato al numero dei partecipanti, agli obiettivi del gruppo e alla location.
RICHIEDI UNA PROPOSTA“Entrare nel gruppo non significa rinunciare alla propria individualità.
Significa scoprire ciò che può diventare quando incontra quella degli altri.”
Signature Art Team Building Experience
Un’esperienza di team building nella quale il percorso pittorico incontra la musica dal vivo di Fabrice De Graef al bansuri.
Annamaria Papalini accompagna i partecipanti attraverso il metodo della Destrutturazione del Reale, aprendo uno spazio di esplorazione grafica, cromatica, intuitiva e creativa che parte dall’individuo e si sviluppa verso il gruppo.
La musica non accompagna semplicemente il processo. Partecipa alla sua costruzione.
L’esperienza inizia nella dimensione individuale. Ogni partecipante lavora su una propria superficie, lasciandosi attraversare da segno, colore, ritmo, materia, intuizione e dal paesaggio sonoro creato dal bansuri.
Il suono può modificare il tempo del gesto, interrompere un automatismo, aprire uno spazio percettivo inatteso o favorire una risposta più libera e intuitiva.
Al termine di questa fase ogni persona conserva un lavoro individuale, testimonianza visibile del proprio modo di entrare nel processo creativo.
Successivamente i partecipanti portano ciò che hanno scoperto individualmente all’interno di una superficie comune.
Il proprio gesto incontra quello dell’altro. Una forma può essere proseguita, trasformata o lasciata respirare. Il colore diventa relazione. Lo spazio diventa scelta.
In questa fase anche la musica cambia funzione: diventa uno spazio comune di ascolto.
Fabrice può reagire all’energia del gruppo, alle pause, ai movimenti e alle trasformazioni dell’opera, creando un dialogo continuo fra suono, gesto e relazione.
Individuo → gruppo → suono: tre livelli che entrano progressivamente in risonanza.
Entrare in uno spazio percettivo condiviso attraverso respiro, silenzio e suono.
Aprirsi a segno, colore, materia e intuizione attraverso un lavoro individuale.
Osservare ciò che emerge e riconoscere alcune caratteristiche del proprio linguaggio creativo.
Portare il proprio linguaggio all’interno di una superficie e di un tempo condivisi.
Lasciare che gesto, musica e presenza degli altri modifichino il proprio modo di intervenire.
Far emergere un’opera collettiva attraverso ascolto, trasformazione e composizione.
Ogni partecipante realizza un lavoro individuale; successivamente il gruppo costruisce una grande opera collettiva.
Nel confronto finale possono emergere differenze, continuità, trasformazioni e traguardi raggiunti nel passaggio dall’individualità alla relazione.
La musica introduce un ulteriore livello: rende percepibile come il proprio gesto possa cambiare quando entra in ascolto di qualcosa che non controlla completamente.
L’opera collettiva rimane all’azienda o al gruppo come memoria concreta di ciò che è stato costruito insieme.
Il progetto viene costruito in base al gruppo, alla location e agli obiettivi dell’esperienza.
RICHIEDI UNA PROPOSTA“Entrare nel gruppo non significa rinunciare alla propria individualità.
Significa scoprire ciò che può diventare quando incontra quella degli altri.”
Quando entra il suono, anche l’ascolto diventa parte del processo creativo.
Atelier creativo per bambini
Ogni bambino possiede già un proprio linguaggio fatto di gesto, ritmo, colore, movimento, immaginazione e intuizione.
Prima ancora di imparare a rappresentare qualcosa, traccia linee, sceglie colori, occupa uno spazio, imprime un segno, ripete un movimento.
Il laboratorio offre uno spazio nel quale ciò che il bambino porta dentro possa emergere, prendere forma e diventare visibile.
Nel laboratorio il bambino incontra linea, gesto, colore, materia, spazio e movimento senza essere obbligato a partire da un modello da copiare.
Non è importante che il risultato assomigli a qualcosa di conosciuto. È importante ciò che accade durante il processo.
Una linea può cominciare senza sapere dove terminerà. Una macchia può suggerire una forma. Due colori possono incontrarsi e trasformarsi. Un gesto involontario può diventare l’inizio di un’immagine.
Il bambino viene accompagnato a scoprire anziché riprodurre.
Il metodo della Destrutturazione del Reale, adattato alla sensibilità e all’età dei bambini, diventa gioco, curiosità e sperimentazione.
Annamaria propone stimoli e situazioni creative che aiutano a sospendere la necessità di riconoscere o rappresentare subito qualcosa.
Invece di chiedere “Che cosa stai disegnando?”, si può osservare: dove sta andando questa linea? Che cosa succede se continui quel gesto? Che cosa nasce dall’incontro di questi due colori?
L’immaginazione non viene guidata verso una risposta. Viene lasciata libera di manifestarsi.
La matita esplora la superficie senza dover descrivere immediatamente qualcosa. La linea diventa traccia del movimento.
Piccolo o grande, lento o veloce, leggero o deciso: il bambino scopre che ogni gesto produce una traccia diversa.
Linee, macchie, impronte e colori si incontrano. Le forme possono emergere durante il lavoro invece di essere progettate prima.
Pieno e vuoto, grande e piccolo, vicino e lontano, segno e spazio iniziano a dialogare all’interno della superficie.
Dal proprio gesto a quello degli altri: una superficie comune diventa spazio di relazione, ascolto e trasformazione.
Ciò che era invisibile prende forma. Il bambino osserva ciò che è accaduto e riconosce il proprio percorso.
Lo stesso esercizio non produce mai lo stesso risultato.
Un bambino può utilizzare pochi segni. Un altro può occupare tutta la superficie. Uno può procedere lentamente, un altro attraverso movimento e colore.
Queste differenze non vengono corrette: sono proprio ciò che il laboratorio cerca di far emergere.
Annamaria accompagna il processo senza imporre uno stile o un’immagine finale, aiutando ogni bambino a riconoscere progressivamente un proprio modo di vedere, scegliere e creare.
Una parte importante di L’INVISIBILE è il passaggio dalla dimensione personale a quella condivisa.
Prima il bambino scopre qualcosa di sé. Poi incontra ciò che gli altri portano.
Il lavoro collettivo non elimina le differenze. Le mette in relazione.
L’armonia non nasce dal fare tutti la stessa cosa, ma dalla possibilità che linguaggi differenti possano convivere.
Per informazioni, disponibilità e progetti dedicati ai bambini, contatta direttamente l’atelier.
RICHIEDI L'INVISIBILE“Ogni bambino porta dentro qualcosa che ancora non ha forma.
Il laboratorio gli offre uno spazio perché possa renderlo visibile.”
Prima del disegno c’è il gesto.
Prima della forma c’è l’immaginazione.
Prima dell’opera c’è il bambino.